Visioni Estive - La squadriglia dell'aurora
Francia, 1915. Il 59° Squadron del Royal Flying Corps britannico è stanziato al fronte occidentale. I giovani piloti vengono mandati quotidianamente nei cieli a bordo di fragili biplani per affrontare la letale aviazione tedesca. Il capitano Dick Courtney (uno straordinario Richard Barthelmess) e il suo inseparabile compagno di volo Douglas Scott (Douglas Fairbanks Jr.) sono gli assi della squadriglia: spavaldi, insofferenti alla disciplina e critici verso il comandante Brand (Neil Hamilton), accusato di mandare a morire "ragazzi con sole dieci ore di volo". Ma la tragedia della guerra rivela la sua natura circolare quando Brand viene promosso e Courtney si trova costretto a prenderne il posto. Da quel momento, l'ex pilota ribelle comprende l'atroce calvario del comando: spedire amici e matricole verso una morte quasi certa, soffocando i sensi di colpa nell'alcol e nella disperazione prima del pattugliamento all'alba (the dawn patrol).

Un capolavoro da riscoprire per i lettori di ifellini.com
Nel vasto panorama del cinema bellico hollywoodiano, pochi titoli hanno saputo scolpire l'immaginario dell'aviazione militare con la forza nitida e disincantata de La squadriglia dell'aurora (The Dawn Patrol, 1930).
Spesso oscurato nella memoria collettiva dal suo celebre remake del 1938 (diretto da Edmund Goulding con Errol Flynn), l'originale del 1930 rappresenta una tappa fondamentale nella storia del cinema: è infatti il primo film interamente sonoro diretto dal maestro Howard Hawks, nonché una delle opere più sincere e drammatiche sulla Prima Guerra Mondiale.
I Temi e lo Stile Hawksiano
Per i cinefili, La squadriglia dell'aurora è un vero e proprio testo matrice dell'etica hawksiana:
Il gruppo e il cameratismo virile: Come avverrà nei successivi Avventurieri dell'aria (1939) o Un dollaro d'onore (1959), Hawks mette al centro della narrazione una comunità professionale chiusa, legata da un codice d'onore implicito, dal rispetto reciproco e dalla consapevolezza del pericolo.
L'autenticità del volo: Essendo stato egli stesso un pilota istruttore durante la Prima Guerra Mondiale, Howard Hawks gira le sequenze aeree con un realismo viscerale. Niente effetti speciali grossolani: vera aviazione d'epoca (con biplani Nieuport e Fokker) e veri assi dei cieli ingaggiati per le acrobazie ad alto rischio.
Lo spirito Pre-Code: Prodotto nel 1930, prima dell'entrata in vigore del rigido Codice Hays, il film mostra senza filtri l'angoscia dei soldati, il loro cinismo di facciata e l'uso continuo del whisky come anestetico emotivo prima di salire in quota.
Perché leggerlo e rivederlo oggi?
La squadriglia dell'aurora non è soltanto una pietra miliare tecnica (premiata con l'Oscar al Miglior Soggetto nel 1931), ma un'amara riflessione antimilitarista. Non c'è trionfalismo nella macchina da presa di Hawks: la guerra è una macina che consuma giovinezza e speranze, lasciando spazio unicamente alla dignità del dovere e alla fratellanza degli uomini al fronte.
Un titolo imprescindibile per chiunque voglia comprendere le radici del grande cinema d'autore americano e la genesi stilistica di uno dei più grandi registi di tutti i tempi.
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