jean paul belmondo
5 articoli

Nouvelle vague
Parigi, 1959. Il critico dei «Cahiers du cinéma» Jean-Luc Godard decide di passare dietro la macchina da presa per girare il suo primo lungometraggio, Fino all'ultimo respiro. Tra la diffidenza del produttore Georges de Beauregard, le perplessità dell'attrice americana Jean Seberg e la complicità sorniona di Jean-Paul Belmondo, il set si trasforma in un libero campo di improvvisazione urbana. Richard Linklater ricostruisce quei venti giorni di riprese che cambiarono per sempre il linguaggio cinematografico.

Parigi Brucia? Cast stellare per cacciare i nazisti
Parigi brucia? (1967) FRA regia di Renè Clement Una straordinaria sfilata di star francesi (tutto il gotha degli anni 60/80) e americane per raccontare i sette giorni che hanno portato alla…

La ciociara. Il cuore straziato dell'Italia
La ciociara (1960) ITA di Vittorio De Sica Il romanzo di Moravia raccontava l'Italia distrutta e disperata del fine guerra, segnata dai lutti, dalla fame, dalla violenza fine a se stessa. Portare…

A doppia mandata. Veleni borghesi
A doppia mandata (1959) FRA di Claude Chabrol Estate. In Provenza si consuma un dramma in tono di commedia. Una famiglia vive in vacanza nascondendo una serie di segreti. Il padre ha un'amante, molto…

Borsalino. La gang dei marsigliesi
Borsalino (1970) FRA di Jacques Deray Due mostri sacri del cinema transalpino a confronto: Alain Delon e Jean Paul Belmondo, nel pieno delle loro forze e bellezza, sono i protagonisti di questo…
