Lolo. Giù le mani da mia madre. Generazione parassita

Lolo. giù le mani da mia madre (2015) di Julie Delpy Violette, 45enne divorziata, si innamora di Jean-Renè. Lo fa entrare in casa sperando che leghi con il figlio Lolo. Non sospetta che il ragazzo è…

Giovanni5 settembre 20170 visualizzazioni
Lolo. Giù le mani da mia madre. Generazione parassita

Lolo. giù le mani da mia madre (2015) di Julie Delpy

Violette, 45enne divorziata, si innamora di Jean-Renè. Lo fa entrare in casa sperando che leghi con il figlio Lolo. Non sospetta che il ragazzo è uno psicopatico, capace delle peggiori nefandezze pur di allontanare gli spasimanti della madre. Quando Jean Renè scopre che tutti i suoi guai sono causati da un bamboccio viziato e possessivo, trabocca dalla rabbia senza riuscire a convincere la compagna della sua innocenza.

La commedia feroce sulla Generazione Tanguy si trasforma rapidamente in una lista di azioni sconce di un ragazzo viziato, insopportabile e odioso. Il personaggio è talmente azzeccato, orribile che incide pesantemente sull'accettazione del film. Accentra così pesantemente su di sé l'odio dello spettatore da inficiare l'effetto comico che dovrebbe suscitare. La regia della Delpy è abbastanza inutile. La sceneggiatura è interessante sulla carta ma nella sua attuazione pratica è sostanzialmente noiosa.

 
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