Jurassic World - La rinascita

Secondo noi:

Cinque anni dopo gli eventi che avevano visto la convivenza globale con i rettili preistorici farsi insostenibile, le ultime maestose creature sopravvivono confinate in nicchie ecologiche equatoriali. Zora Bennett, un'ex mercenaria con un passato nelle forze speciali, viene ingaggiata da un cinico colosso farmaceutico per guidare una missione ad alto rischio: estrarre il codice genetico dai tre dinosauri più imponenti del pianeta, indispensabile per sviluppare un farmaco rivoluzionario. Ad affiancarla ci sono il fedele compagno d'armi Duncan Kincaid e il paleontologo Henry Loomis, catapultato dalla polvere di un museo in disuso all'azione pura. Le cose si complicano inevitabilmente quando la spedizione incrocia la rotta di una famiglia di naufraghi civilissimi ma del tutto fuori contesto, trasformando il recupero scientifico in un'estenuante e sanguinosa lotta per la sopravvivenza nell'ombra della giungla.

Redazione iFellini5 settembre 20260 visualizzazioni
Jurassic World - La rinascita

Jurassic World - La rinascita (2025) USA di Gareth Edwards

Incastrato nell'ennesimo ingranaggio di un franchise oramai votato al riciclo sistematico, il film rivela presto la fragilità strutturale di uno script firmato da David Koepp che sembra viaggiare costantemente con il pilota automatico. La messa in scena tenta di studiare la lezione spielberghiana a memoria e la rielabora con fare ossessivo, ma la regia fatica a trovare un'identità autonoma, limitandosi a replicare schemi visivi già ampiamente digeriti.

La macchina da presa cerca con insistenza la profondità di campo per ridare ai mostri un senso di scala drammatico e imponente, giocando con la densità degli elementi naturali come la foschia equatoriale, il fumo denso dei fumogeni e i bagliori dorati che filtrano sull'acqua per rincorrere la tensione, senza però riuscire mai a infondere reale vita alla materia trattata. Questa confezione patinata non basta infatti a colmare la vacuità di una scrittura che accumula colpi di scena privi di qualsiasi sostanza drammaturgica, artifici narrativi talmente telefonati e prevedibili da annullare quasi del tutto la sospensione dell'incredulità dello spettatore più smaliziato.

Il racconto viene ulteriormente penalizzato dall'inserimento pretestuoso della sottotrama familiare, una zavorra di pura scrittura commerciale che spezza il ritmo drammatico proprio quando il film vorrebbe farsi viscerale. Koepp infarcisce la narrazione di palesi citazioni al capostipite del 1993, dai raccordi di montaggio che scimmiottano la suspense dinamica e la spazialità claustrofobica delle storiche sequenze dei raptor, fino ai continui rimandi al cinema d'avventura classico e persino a suggestioni da monster movie d'epoca, seminando spunti da B-movie che finiscono purtroppo per virare verso vette quasi grottesche nel terzo atto. Anche la gestione formale delle sequenze d'azione soffre di questo corto circuito estetico: sebbene la composizione dei quadri e il coordinamento plastico degli stunt mantengano un certo decoro formale, l'impatto visivo globale risente moltissimo di una drammatica assenza di credibilità interna, dove le leggi della fisica e della logica narrativa vengono continuamente piegate per salvaguardare i protagonisti, azzerando la percezione del pericolo e privando il ritmo del suo necessario peso specifico.

Scarlett Johansson e Jonathan Bailey tentano di sorreggere le proprie figure affidandosi a una chimica brillante che regala buoni tempi comici, mentre Mahershala Ali lavora sulle sfumature psicologiche per dare dignità e presenza scenica a un personaggio altrimenti irrimediabilmente bidimensionale. Nemmeno la componente sonora riesce a compiere il miracolo, con le partiture di Alexandre Desplat che rielaborano con misura ed eleganza discreta i temi storici di John Williams senza però potersi sostituire alla mancanza di un vero cuore narrativo. Il risultato è un esercizio formale sospeso a metà, un guscio visivamente levigato che tenta invano di nascondere la pigrizia concettuale di un'operazione industriale priva di una reale urgenza espressiva.

Condividi:

Commenti

I commenti vengono moderati: saranno visibili dopo l'approvazione.

  • Ancora nessun commento approvato. Sii il primo a scrivere!