A RIMINI! A RIMINI!

Redazione iFellini3 novembre 20260 visualizzazioni
A RIMINI! A RIMINI!

Il 31 ottobre c'è stata la ricorrenza della scomparsa di Fellini, che il 31 ottobre del 1993 chiuse gli occhi a mezzogiorno nel Policlinico Umberto I della Capitale.

Per ricordarlo abbiamo scelto il simbolo della poltroncina del regista vuota e il megafono che pende inerte. Solo in apparenza, perché la luce della sua arte continua a splendere invariata nel mondo. Il mio contributo alla celebrazione DEL MAESTRO è la presentazione a RIMINI al CINEMA FULGOR del mio libro SOTTO LA CIPRIA dedicato al CASANOVA DI FEDERICO FELLINI che compie 50 anni esatti. Uscì nel weekend dell'11 e 12 dicembre del 1976 in un'atmosfera farisaica di scandalo e disorientamento: e in pochi capirono che il regista aveva realizzato l'opera d'arte di quel decennio, raggiungendo forse l'apice espressiva della sua imensa capacità figurativa e visionaria.

Tra i cineasti lo comprese immediatamente Valerio Zurlini che scrisse un articolo memorabile sul Tempo. Tra gli scrittori trasalì di un'emozione incontenibile il più celebre di tutti, Geroges Simenon che dichiarò: "Tutto è grande, tutto è vero, tutto è di una profonda umanità. Siamo finalmente di fronte al capolavoro assoluto della cinematografia".

Nel libro ho voluto raccontare ciò che non si vede, ciò che è restato nascosto dietro la visione, "sotto la cipria" appunto, la scandalosa verità di quel film che è una autentica rivelazione per tutti noi.

Il mio desiderio sarebbe di rinnovare il successo entusiasmante di Roma, anzi di più, vorrei che tutta Rimini, tutti i riminesi, il sindaco in testa, accorresso a celebrare insieme a me questo evento di grazia. Vorrei che il Fulgor di Federico, rigurgitasse di amore per lui, di devota riconoscenza per il cittadino più illustre nato tra quelle mura.

Suppongo che probabilmente così non sarà, dicono anzi per mettere le mani avanti che la festa di Halloween divorerà tutta l'attenzione, lasciandomi in solitaria compagnia di qualche fedele adepto. Ma l'editore Simone Casavecchia, che la pensa come me da quando era un ragazzo di diciotto anni, ed era venuto da solo a Rimini in pellegrinaggio al tempo in cui ero direttore della Fondazione, ha risposto come avrei risposto io: "Sono convinto che la sala rigurgiterà di pubblico". E accanto a me ci sarà il direttore del Museo Fellini, Marco Leonetti, altro inguaribile e fatato ottimista.

Una ingenua illusione? Sì ma più vera e più forte di qualsiasi arido cinismo. "Chi non crede nell'incredibile, non lo raggiungerà mai".

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